8. ma-mma
Untitl.Ed 2008
Nella pratica artistica, spesso succede che la decisione di sottomettersi a una regola rigida abbia come esito una libertà espressiva più profonda di prima, perché più sostanziale. A questo pensavamo sfogliando "Soloinlinea", il diario grafico che Nadia Zorzin tiene in rete dal 2004.
La "gabbia" nella quale si è infilata volontariamente la disegnatrice è costituita da una linea sola, continua e di spessore costante, eletta a unico strumento espressivo. Stiamo parlando di una cosa un po' complicata: provateci voi a passare dalla rappresentazione di una strada di campagna a quella di un complesso interno domestico, includendo personaggi e didascalia poetica, senza mai staccare la penna dal foglio!
Abbiamo conosciuto Nadia per la prima volta a Trieste, in occasione di una presentazione Untitl.Ed. E' venuta con la sua famiglia: il marito e l'allora unica figlia, neonata. Vederli davvero, "dal vivo", è stato emozionante: erano uguali ai disegni! E non solo nei lineamenti stilizzati, ma proprio nelle posture, negli atteggiamenti corporei. Fu in quell'occasione che la invitammo a realizzare un libro per noi: il nostro primo libro disegnato.
Dichiarandoci in modo molto esplicito di essere interessata, in quel momento, solo alla sua bambina, Nadia ci propose di raccogliere, in questo libro, tutti i disegni che man mano aveva realizzato durante la gravidanza e nei suoi primi giorni di maternità. Misurarci con un luogo comune come quello dell'amor di mamma ci sembrò interessante, l'idea ci piacque e accettammo. Ma proprio mentre stavamo organizzando, insieme a lei, una lieve ma decisa reimpostazione dei disegni, abbandonando la resa materica e "hand made" del moleskine originario per renderli più adatti al formato dei nostri libri... ecco che Nadia è incinta un'altra volta!
A questo punto non si perde d'animo, e dopo una piccola pausa di riflessione decide di rispondere alla tumultuosa situazione con una moltiplicazione, oltre che della sua piccola famiglia, anche del libro in fieri. Ecco spiegato il perché delle tre sezioni: le pagine rosa (sezione iniziale) parlano dell'attesa e dell'arrivo della piccola Emma, quelle gialle (intermedie) del trambusto conseguente alla nuova gravidanza, e le pagine azzurre (terza sezione) alla nascita del fratellino. Il tutto senza mai tradire la linea, ma rendendola sempre più duttile, avvolgente e personale, fino a fare di quella stessa "gabbia" un raffinato strumento di libertà espressiva, e di autonomia rispetto alle tirannie dell'amore materno.
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