7. A passo d'angelo

Untitl.Ed, 2007

 

Il settimo libro Untitl.Ed nasce molto rapidamente, da un riconoscimento affettuoso e da un abbraccio spontaneo in quel di Genova: "ah sei tu lo Sghembo? scrivi un libro per noi allora!" - e lui, con le mani sul petto e un sorriso largo, che ci risponde "molto semplicemente, e dal profondo del mio cuore, la mia risposta è SI', GRAZIE".
Da allora in poi, quando abbiamo incontrato Mikel Capelli, lo abbiamo sempre visto parlare oscillando leggermente, ritmicamente, sui due piedi, come se camminasse da fermo: Mikel è un camminatore davvero! Così, dopo non molto tempo dall'invito, ci propose di realizzare un libro a partire da vecchi appunti (un po' presi dal blog, un po' dal suo taccuino), risalenti a quando, insieme a tanti altri moderni pellegrini, decise di compiere anche lui il Cammino di Santiago.
Come spesso succede quando si inizia a rimestare in un mucchio disordinato di blocnotes e cartoline, si pensò di partire da un nuovo contenitore, un po' più strutturato della semplice scatola di cartone, e nel caso del camminatore Mikel questo contenitore, molto semplicemente, fu il corpo. "Mi faceva male tutto: dalla punta dei capelli alla punta dei piedi", iniziò a raccontarci - ed ecco spiegato perché, ogni sezione del libro è contrassegnata da un pezzettino di corpo. Un'altra caratteristica fa di questo libro una cosa un po' diversa dal blog del suo autore, e cioè una piccola riflessione sul ritmo, sulla prosa e sulla versificazione. Succede nel libro infatti, che nei momenti di sosta dalla marcia il presente irrompa, con tutto il suo carico di "attualità e fatica" e con l'accorgersi improvviso della presenza di compagni di viaggio - ed è prosa, perché per relazionarsi con gli altri bisogna essere piani, o forse semplicemente stare un po' fermi... mentre invece, nei tratti di cammino, quando il pensiero si mette a seguire l'andamento dei piedi, e il piccolo e continuo oscillare del corpo, allora è ritmo: non vogliamo dire "poesia" (che in fondo nessuno di noi ha mai fatto una vera distinzione fra poesia e prosa), ma insommma un andare avanti per versi, "a furia" di versi, con un respiro più ritmato. Così, questo libro può essere vissuto come una camminata con opportuni riposi, un esercizio aerobico, un manuale di resistenza per le lunghe distanze, i terreni aspri, i tempi incerti.