3. ll pasto grigio
Untitl.Ed 2005
Il terzo libro Untitl.Ed è un romanzo, che fin da subito abbiamo chiamato "grigio", proprio perché è nato dalla suggestione di una gamma di grigi. Una delle prime cose che ci sono venute in mente infatti, quando abbiamo invitato Demetrio Paolin a scrivere un libro per noi, è stata la fotografia urbana in certi fotoromanzi degli anni settanta - in bianco e nero, appunto, anzi soprattutto, per chi li ricorda, in "grigio e grigio". Oggi Demetrio Paolin non scrive più in rete, ma per molto tempo ha tenuto un blog, dove alla pubblicazione di pezzi di totale invenzione, e a qualche poesia, alternava scritture apparentemente diariali (ma forse un po' meno che diariali: appunti di strada o di bar, si potrebbe chiamarli), dove narrava di poche cose: un lavoro apparentemente routinario basato sull'osservazione delle vite di persone comuni e poco più che anonime, qualificate solo in quanto "lavoratori"; la città di Torino, indagata con sguardo radicalmente anti-metropolitano; alcune figure femminili molto solide, molto sbrigative, che spesso rappresentavano una possibilità (molto tenue) di contatto e di interessamento umano, prima ancora che sentimentale o sessuale.
In origine il libro doveva chiamarsi "Elettrobisturi", alludendo a uno strumento di dissezione che non lasciasse che una minima traccia nella carne - e già all'apparire di questo titolo inquietante, tanto diverso dai racconti di tipo "morale" che Demetrio era solito scrivere pensando a una pubblicazione, abbiamo capito di trovarci di fronte a una fredda, economica e lucida "confessione". Non certo di un attitudine (Demetrio è persona gentile che non farebbe male a una mosca, come si dice), ma come di un'ombra interna, neanche tanto profonda o netta: di un grigio insomma, un grigio che rende tutto estremamente umano e allo stesso tempo estremamente indifferente: il male, l'affetto, la prassi del lavoro, l'arte, il sesso, la morte, e infine la città come materia informe, che tutte queste cose è capace di inghiottire senza che ne resti alcuna traccia rilevante.
Senza tutto questo grigio, naturalmente, questo libro avrebbe ben potuto essere un noir, agghiacciante perfino - ma il grigio agisce da sedativo e cicatrizzante, così di sangue c'è poco o nulla - come con l'utilizzo di un elettrobisturi appunto.
