APPUNTI DELLA REDAZIONE
Il blog-bacheca di Untitl.Ed: appunti sull'andamento dei lavori, riflessioni e pubblici avvisi.
La redazione di Untitl.Ed è composta da caracaterina, fainberg e untitled io.
Entries in album capsicum (7)
di come si possa essere persone
sto preparando la storia, per la parte che tocca a me, che racconterò al congresso della società italiana di cure palliative.racconterò della blogosfera e di come tra medici e pazienti ci si possa incontrare, e di come, parlando di figli, di lavoro e di malattie, si possa parlare di dignità del vivere e del morire, di diritto alle cure e all'assistenza e di diritto a non farsi curare o a farsi curare secondo i propri desideri.
di come si possa parlare della solitudine del care giver, delle assurdità burocratiche, della condivisione della sofferenza, e poi a ncora di dignità, dignità, dignità, che mi pare una cosa anche più importante non dico di recuperare la salute, ma di ottenere una cura prima o dopo o meglio o peggio, perchè quel che ferisce il malato, il familiare, il figlio, oggi, è la noncuranza per la tua dignità che passa in secondo piano rispetto alle carte, alle linee guida, agli orari, alla lista d'attesa, ai costi, monetari e non.
Avremo giusto il tempo di dire che ci siamo, e di fornire gli indirizzi per chi volesse esplorare questo nostro scuro e spumeggiante mare.
Untitl.Ed alla Fiera del Libro di Torino
Avremo un piccolo stand all'interno dell'area Incubatore (stand B61, padiglione 1), insieme a una trentina di altre case editrici "neonate" (qui sotto un estratto, qui invece tutti i nuovi spazi della Fiera).

Sempre in Fiera, alle ore 12 di domenica 13 maggio potrete incontrare in un colpo solo tutti gli autori Untitl.Ed: in un viaggio ideale da un'avventura-libro all'altra, ognuno di loro racconterà, attraverso ricordi e suggestioni personali, qualcosa del suo libro: com'è nato, di cosa parla, a quale tipo di panorama o di ambiente fa riferimento, o allude. Ai sei autori finora pubblicati si aggiungerà Sghembo: in occasione della Fiera avrete infatti modo di sfogliare e acquistare il settimo libro Untitl.Ed, "A passo d'angelo": un'inusuale anticipazione dell'attesa terza terna, in prossima uscita.
Memo incontro (dal programma della Fiera, sul sito www.fieralibro.it):

Vi aspettiamo numerosi!
Il parere di Umberto, e le perplessità di Cecilia
Io non sono mica una vera scrittrice, sono solo un medico di famiglia che aveva bisogno di raccontare delle cose, che ha ancora bisogno di raccontare delle cose. Raccontare significa qualcosa di diverso dallo scrivere un libro. Significa intanto essere almeno in due. Io racconto a qualcuno, per qualcuno, da sola che mi racconto a fare? Per questo raccontare la metà di quel che vorrei, ma con qualcuno che ascolta, ha senso, mentre dire tutto quanto senza avere difronte nessuno non ne ha del senso, non per me. Questo, io credo, mi rende diversa da uno scrittore di quelli veri, che dopo aver confezionato un'opera d'arte (questo è quel che loro fanno, diversamente da me) hanno espletato la loro missione pure se quell'opera restasse nel cassetto per decenni, per sempre. La creatività non necessariamente abbisogna d'uno sguardo altrui per essere completa.
E per questo la questione dell'editor per me non si pone o si pone in maniera diversa.
Qui l'intero post, e la piccola discussione che ne è scaturita - e qui il post di remo bassini (sambigliong), dove pure la discussione è continuata. Ma davvero strano che all'inizio nessuno abbia ricordato che i libri Untitl.Ed di cui si parla non sono stati chissà quanto cambiati, o tagliati, e questo semplicemente perché questi libri non esistevano, prima.
Detto in altre parole: la questione non sta nell'essere o meno una vera scrittrice (cecilia lo è). Sta nell'accettare di mettersi in gioco, nel forzarsi, e rischiare. Questo lo si può fare anche da scrittori - ma una persona che scrive nel web lo fa meglio (o almeno: questa è stata da sempre la nostra convinzione). Il libro poi lo scrive da sola ovviamente, ma se lo fa perché qualcuno le ha chiesto: vuoi parlarci di questa cosa qui?, allora nasce veramente un testo scritto in favore di lettore. Sempre che il lettore sia disposto ascoltare davvero, anche "segreti", anche umori di cui prima non sapeva, o che non sospettava. Se poi il lettore (come Umberto) è già tutto ravvolto in suo pregiudizio (foss'anche buono, ottimo) nei confronti dell'autore del libro (perché si è abituato a certi suoi testi, a certa sua produzione, a una certa sua attitudine, e non desidera che qualche cosa di analogo a ciò che già conosce), questo diventa un problema di condiscendenza - si vuole offrire al lettore il pane che il lettore si aspetta, o a un certo punto (se qualcosa d'altro ci preme comunicare) non ci deve importare di tradirne le aspettative? e inoltre: l'autore scrive per i "propri" lettori, o anche per i lettori sconosciuti? e quando si prospetta un allargamento del proprio bacino di lettori, si è ancora disposti a proporre un tipo di testo che non sia già stato... testato? si è ancora arrischiati come quando si inizia a scrivere in pubblico, quando niente è sicuro? E noi, da editori, possiamo permetterci di invitare a correre questo rischio? di sollecitare l'apertura al rischio? Tutto questo rimane naturalmente materia di riflessione, tanto per noi quanto per gli autori, essendo dalle due parti coinvolti emotivamente in ugual modo.
La curiosità di Rosa, e il formaggio

(dal blog di cecilia, ultimo commento all'ultimo post)
A me la semplicità di questa cosa mi fa ammattire. Mi fa pensare a quando in un supermercato ti danno da assaggiare un pezzettino di formaggio, "mm, è buono!", dici, la signorina sorride. E dopo magari dici: "allora, ne prendo un etto e mezzo"
Ora Gioia è il supermercato, il pezzettino di formaggio è il blog di cecilia, e l'etto e mezzo sarebbe il nostro libro da acquistare. Rosa ha accettato l'offerta del pezzettino di formaggio (il supermercato di fiducia dà a Rosa sufficienti garanzie di sicurezza e di igiene); poi l'ha assaporato (è andata nel blog di Cecilia, lo ha letto qua e là, gratis); e infine....
...comprerà l'etto e mezzo di formaggio, la nostra simpatica Rosa?
Diffusione (collaborazione alla)
Capsicum cerca di collaborare alla diffusione del suo libro pubblicando nel suo blog la sua bella lettera di presentazione a una libreria della sua città, e linkando le nostre pagine.
http://radicidellozio.splinder.com/post/9406794
Speriamo che i suoi commentatori siano già arrivati fin qui e abbiano avuto tutte le dritte necessarie, in ogni caso abbiamo aggiunto anche noi un commento con qualche informazione a riguardo, rimandando tutti al nostro catalogo dove troveranno, oltre ai materiali sul libro di capsicum e su tutti gli altri, anche la possibilità di acquistare online.
Un benvenuto ai nuovi visitatori, quindi :)
Anche gli altri due autori della Seconda Terna Untitled (uscita a giugno) si preoccupano delle sorti del libro che hanno pubblicato con noi (Mics qui e Llu qui), dandoci modo di chiarire, di informare, nonché di riflettere sul concetto di promozione.
I will survive (remix)
Poi, per fortuna, ho capito che i marciapiedi di Trieste son belli sporchi. Che è bella, tutta, Trieste, soprattutto quando c'è il sole. E che sa sorprenderti, quando meno te l'aspetti.
Dopo Longo, la parola è passata ad Anna, che ha parlato della casa editrice, di com'è nata e di come opera.
Si è parlato del perché si sceglie di aprire un blog, di quali sono le caratteristiche che vi cercano gli utenti e una casa editrice come la nostra e altre aziende più decisamente marketing-oriented, si è parlato di comunicazione, dei diari in rete che non esistono solo loro, del se e del come il blog possa diventare uno strumento di comunicazione per le aziende, si è tornati a parlare di editoria, poi si è parlato di blog, poi di nuovo di libri, poi di come si può evitare il rischio che un'azienda piloti le utenze web, poi nuovamente di scrittura. Tra il pubblico anche Silvana ed Enrico ad alimentare il fronte degli argomenti e dare un contributo vivo alla discussione. Un'alzata di mano continua, ogni alzata di mano un dibattito nuovo.
Che ne desumo? 1. Che gli argomenti trattati sono di così forte interesse da abbisognare di più spazi e tempo 2. Che non è vero che alla gente il sabato pomeriggio vada solo di cazzeggiare 3. Che la prossima volta distribuiremo dei numeretti eliminacode.
Che altro dire? Qualcuno si è lamentato perché si è parlato troppo poco dei singoli libri, qualcun'altro perché non si è dato maggior spazio ad alcune delle aziende presenti, Toni Capuozzo ha chiesto un autografo a uno dei nostri autori (una scena da restar basiti), ci sono stati interessanti abboccamenti vis-a-vis anche nel dopo-evento, al tavolo del buffet e fuori, complice una sigaretta.
Presentazione dei nuovi libri Untitl.Ed: invito a Trieste.
Si sa poco dei nuovi libri?
E' perché stanno per essere impacchettati.
Quindi la presentazione a Trieste è confermata: nei nuovi spazi di Studioroom, per un'intersezione speriamo interessante di punti di vista diversi, di competenze solo apparentemente lontane, di riflessioni intorno alla rete come strumento e come spazio di progetto e di lavoro, e sui cambiamenti della lingua e del modo di narrare innescati dalla pratica del web.
Sarebbe bello se qualcuno di voi decidesse per una gita a Trieste, siete tutti invitati!
(intanto noi c'incamminiamo lentamente da tutte le parti d'Italia. E d'Europa...)
Untitl.Ed
(qui e qui la cartolina ufficiale. Un grande grazie a Studioroom, un grazie particolare al prof. Giuseppe O. Longo per aver accettato il nostro invito, e bon courage ai nuovi detitolati: mics, capsicum e llu)
P.S.: chi volesse provare a immaginare i tre nuovi libri, in uscita ufficiale appunto il 10 giugno, potrebbe fare un giro in catalogo: non si possono ancora acquistare, ma si può sbirciare nei nostri appunti di lavoro, raccolti come al solito titolo per titolo...
