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.....anche in rete, dicevo, la maggior parte delle persone parla in falsetto, scimmiottando, “parafrasando le parole” dell’editoria mainstream, dei centri di potere fintamente alternativi che stanno, insieme, in piazza e in parlamento, della pubblicità televisiva, della televisione tout court da Ferrara alla Bignardi, e persino Bruno Vespa, dalle Jene a Cameracafè a Fiorello (radio-tivvù): nella scelta dei temi, dei discorsi, dei toni, del lessico. Ci sono quelli che fanno i colti e i letterati e parafrasano le lezioni accademiche, oppure le quarte di copertina di Adelphi o gli articoli di Micromega. E’ tutta una parafrasi e c’è chi la difende a spada tratta.

Noi, invece, cerchiamo le nostre voci. E il nostro discorso. Non “fuori” da tutto quanto sopra, perchè non c’è un “fuori”, neppure “fra”, negli interstizi, nelle intercapedini (o, almeno, non solo lì) dei discorsi. Noi cerchiamo la nostra voce “attraverso” quanto sopra, come capacità di metabolizzare, elaborare, sintetizzare, in un lavoro di parola che rispetti la nostra storia personale e non la appiattisca in una serie di condizionamenti. Né si illuda di esserne immune. E cerchiamo persone che facciano lo stesso. Per mostrare, fuori dalla rete, attraverso i libri, che persone del genere esistono e che la rete può sostenere, alimentare, muovere la loro voce, la loro nuova, “inaudita”, voce. La voce di una nuova modernità.

Perchè i libri? Perchè il mercato? Perchè, ovviamente, la Storia non si è dislocata tutta quanta in rete, perchè la vicenda “fisica”, biologica, se vogliamo, ed economica si svolge fuori dalla rete. Ma non ne può più, ormai, affatto prescindere e ne è totalmente incisa, condizionata. Come nel XIX secolo un nuovo agente storico si formava in un nuovo luogo, che era la fabbrica di massa, adesso il nuovo luogo è la rete, che certo non è un altrove rispetto al mondo e alla fisicità geografica e politica del pianeta Terra ma non ne è il doppio, ne è un’altra dimensione che sta modificando il vivere della gente sul pianeta.

Ma, tornando alla nostra voce, ripeto, non possiamo usare lo stesso registro. Non solo dentro/fuori la rete ma neppure in rete. Dentro/dentro.

Posted on nov 14, 2006 at 10:24PM by Registered Commentercaracaterina | Comments Off

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