Lascio aperto e quindi...
Riceviamo e copiamo: Carlo di Legge legge Lascio aperto così entrano.
Grazie!
Il titolo è ironico. Difatti, se il linguaggio di un libro pubblicato - reso pubblico - costituisce un'apertura affinché gli altri possano entrare in questa poesia, qui il tipo di linguaggio usato non risulta affatto facilitare l'ingresso, ma in qualche modo ai più lo può ostacolare o scoraggiare: dunque l'entrare nella poesia di Viola Schiavo non vuol dire sedersi o passeggiare comodamente tra le stanze, sorbendo versi scontati e luoghi comuni della poesia e magari della non-poesia, ma ci s'imbatte in una ricerca di poesia che è una ricerca sul linguaggio e nel linguaggio: si viene accolti, ma a patto di cogliere un percorso, al fine di entrare veramente.
Dal punto di vista del significato la poesia mette qui in crisi il luogo comune, per cui il rapporto tra linguaggio e fatti (cosa) è ovvio. Qui la poesia non cerca - quasi mai - un rapporto facile con le cose e i fatti del mondo, ma cerca rapporti nuovi con i significati, e lo fa mettendo alla prova il linguaggio. La poesia fa uso delle parole che ricercano sensi nuovi e nient'altro usuali o scontati - lo fa, perché questi sensi termine che qui uso come significati, dovrebbero o potrebbero rivelare lembi o squarci di realtà, che ognuno sente in qualche modo di conoscere, ma che prima - prima che la poesia rivelasse - non sapeva, non in modo consapevole, esplicito.
L'uso estremo del linguaggio, che questa poesia opera - gli inconsueti accostamenti, anche i giochi di parole cercati - potrebbero manifestare nuovi mondi, e del resto questo è uno dei pochi, forse l'unico genuino risultato della vera poesia, in qualunque maniera venga fatta. In un verso, a volte, una specie di folgorazione, che illumina di un senso nuovo e inaudito le cose e istituisce come una nuova parte di realtà.
Un'operazione sul linguaggio, questa, che viene talora condotta con un certo rigore. Né mancano le meta-poesie, che parlano della poesia stessa e del suo linguaggio, come riflessione su ciò che si sta facendo o sul linguaggio.
Forse qualche volta si abusa e in questo caso la ricerca del non-senso resta confinata al non-senso e al gusto della provocazione? Forse occorre esercitare, ancora un maggior controllo sulla parola poetica. Ma questa è un'operazione che la stessa passione, che spinge a scrivere, può e deve indurre.
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