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Gli Appunti aperti (e un pulmino)

Sì, quella aperta nell'ultimo post di Appunti è una discussione che appartiene a tutti, come dice Cecilia nel suo commento. E forse non è neppure una discussione: si allineano fatti, si mostrano cose fatte, esiti, si parla di testi trasformati (o meglio: colti in una fase di trasformazione). Persone in movimento e in fase di ricerca insomma, non solo "opinioni", non solo prese di posizione. Stiamo ancora tutti in rete d'altra parte, a volte silenziosi (come noi in certi periodi) ma mai inattivi né estranei a quello che succede intorno. E intorno succedono molte cose, per esempio succede che si dà per assodato quel "dalla rete alla carta" che ci ha sempre un po' turbato, per quel tanto di definitivo e vittorioso che quel modo di dire contiene, con la sua unidirezionalità. Spesso, fra noi, abbiamo parlato di questi libri come risultato di un tragitto fatto insieme, autori ed editori, lettori abituali (lettori di blog) e lettori non abituali (lettori di carta). Nessuno di noi ha pensato a un "traghettamento" insomma: piuttosto a un viaggio, a un pezzo di strada fatto insieme (a proposito, vado a tirar su dall'archivio d'ufficio il famoso Pulmino del 53, quello che ci dovevamo comprare...)

Approfitto per aggiungere qualcosa riguardo all'uso pubblico dello spazio di Appunti. Questa di aprire gli Appunti di Redazione ai commenti è stata una decisione spontanea e repentina: non ci abbiamo pensato molto su, anzi direi per niente, era utile farlo ora per discutere di una questione che premeva a tutti noi e l'abbiamo fatto. A posteriori direi che quest'azione ha avuto un senso pieno, solare e non ambiguo. Però possiamo continuare a fare come abbiamo sempre fatto, "tirando su" di tanto in tanto materiali estratti dalle nostre discussioni interne per metterli in bacheca - non solo quindi le nostre note più recenti ma anche quelle un po' più vecchie, che come al solito dovrebbero essere lette senza troppo badare alle freschezza delle date, anche perché qui nessuna questione è davvero così "vecchia" da essere archiviata senza tentare di farne traccia, piccola memoria, o spunto di riflessione. Potremmo anche mettere una cartella "ultimi commenti" se è più comodo per tutti, che dite?
Manterrei però chiusi i commenti ai post del "vecchio corso", non certo perché siano indiscutibili, ma per semplice comodità di gestione. Se però qualcuno desiderasse intervenire su qualche questione sollevata in passato, cioè in uno dei vecchi Appunti, potrebbe comunicarcelo usando la send-mail qui a fianco: chi ci impedisce di aprire una discussione nuova nuova intorno a un problema messo sul tavolo quattro mesi fa?
 
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Posted on mar 26, 2007 at 07:38PM by Registered Commenteruntitled io | Comments3 Comments

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Reader Comments (3)

e perché non vi prendete il pulmino e vi venite all'Atlantico? Così, per puro gioco
mar 31, 2007 at 09:53AM | Unregistered CommenterCalais
Perchè no, eh? Che fra poco è Pasqua e si va chi qua chi là. Ma non sovrapponiamo: vedersi è una cosa - e noto che noi gente di web ci si vede sempre di più, noto molta luce, da molte parti - ; scrivere è altra cosa. Ci si sposta in entrambi i casi ma non solo a velocità diverse, in direzioni diverse.
Poi c'è il "cosa" viene spostato: il proprio corpo - che già è una roba complicata assai - in un caso; il proprio avatar, per dirla con una parola di moda, ovvero il proprio mondo di simboli immateriali ma non per questo meno efficaci.
E adesso vado su, da Fainberg, che proprio di questi "spostamenti" parla.
mar 31, 2007 at 03:38PM | Registered Commentercaracaterina
boh. Contro l'economia del no, c'è il si, voglio
mar 31, 2007 at 10:31PM | Unregistered CommenterCalais

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