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PubblicitĂ , progresso: la promozione attraverso il lavoro.

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Questo era l'ultimo fotogramma di un documento audio-video, "Voci" che abbiamo prodotto per Inedita 2006.
Sono parole di caracaterina, ci sembravano le più chiare per spiegare il nostro progetto, e il tipo di lavoro che sta alla base della costruzione di ogni libro Untitl.Ed.
A noi quelle parole sembravano chiare. Come ci sembrava abbastanza comprensibile il nostro parlare dei libri SOLO attraverso gli Appunti della Redazione, cioè attraverso le note di lavoro che hanno accompagnato la costruzione di ciascun libro (tutti i nostri libri, come molti sapranno, sono costruiti ex novo, appositamente per Untitl.Ed). E attraverso le libere recensioni (sottolineiamo libere) di chi il libro l'ha letto, naturalmente.
Non ci sono mai state, dunque, "schede" dei libri Untitl.Ed. Non ci sono mai stati promo. Non sono mai state approntate quarte di copertina. Solo quattro righe per ciascun libro (quelli che chiamiamo, in gergo nostro, "i pacchettini"), che più che altro alludono al contenuto del libro senza veramente esplicitarlo.  

La maggior parte delle persone ha continuato a chiederci, invece, di approntare al più presto questi strumenti mancanti. La nostra risposta è stata, invariabilmente: sfogliate il libri, seguite il lavoro di costruzione, leggete il blog degli autori e quello che ne hanno detto gli altri - a cosa vi serve una scheda fatta da noi? a cosa vi serve una nota biografica dell'autore?
Non un passo indietro, insomma, rispetto al manifesto originario della Casa.
Certo che sfogliare i nostri libri se si abita lontano da una libreria concessionaria è difficile, e per quanto riguarda gli Appunti... beh: c'è chi ci ha detto, chiaro e tondo, che dagli Appunti "non si capisce neanche CHE COSA fate, in particolare non si capisce neanche la cosa essenziale, e cioè che producete e distribuite LIBRI" - e chissà, forse quella persona non aveva tutti i torti...

Ancora: proprio durante i giorni di Inedita, a febbraio di quest'anno, abbiamo avuto una vivace discussione col, pur soavissimo, Guru Granieri. Il quale ci rimproverava (in forma piuttosto ultimativa) la nostra ostinazione a non rendere immediatamente e gratuitamente scaricabili (per intero) i testi dei nostri libri. Avevamo ripreso l'argomento anche da Morbin, subito dopo la presentazione di Trieste, con qualche incomprensione di troppo forse...
Siamo ancora della stessa opinione: per una casa editrice piccola e autofinanziata come Untitl.Ed, rendere immediatamente e gratuitamente scaricabili i testi in rete rappresenterebbe un suicidio economico, o se non altro un rischio grossissimo di non vendere il numero di copie che ci permetterà di sopravvivere.
Però ci siamo dette: in fondo, qualche pagina del libro sarebbe bene poterla sfogliare. Approntiamo dei trailers?

Beh, non saranno proprio trailers. In realtà, abbiamo deciso di rendere un po' meno oscuri i nostri appunti di lavoro. E di associare a ognuno di essi una pagina del libro in costruzione, che fosse in un certo senso "dimostrativa" (o meglio "illustrativa") delle idee e delle suggestioni, spesso vaghe e programmaticamente deprivate di contesto, contenute nella nota di lavoro esposta.
Scegliere queste pagine da incollare "a posteriori", cioè a libro già fatto, è stato molto interessante per noi. Speriamo che lo sia per tutti.

Certo questo non basterà, a dare al pubblico l'impressione di una promozione "canonica" del libro. Ma il fatto è che la costruzione di questi libri non ha mai avuto nulla di "canonico". Si è basata, appunto, non sulla luce bianca del prodotto finito (non abbiamo mai ricevuto manoscritti già pronti, non ne riceviamo tutt'ora: a partire dal nostro primo contatto con l'autore, scelto all'interno del web, si inizia la costruzione di un libro NUOVO), né sull'oscurità dell'ideazione (sulla personalizzazione estrema del "genio al lavoro", sulla solitudine dello scrittore saturnino), ma sulla pellicola silicea e intermedia di una pratica e di incontri.

Approfittiamo per aggiungere che, oltre alle sezioni "i nostri appunti", "le recensioni" e "il blog dell'autore", cliccabili sotto ogni titolo del catalogo, c'è un'altra sezione denominata "album", che raccoglie nostri ricordi personali, che spaziano dal pubblico al privato, relativi a ciascun autore e alle relazioni individuali che l'autore ha avuto e continua ad avere con noi e con le attività pubbliche della casa editrice.

Insomma: un labirinto, più che un semplice e chiaro apparato promozionale. Perché fare libri non è mai stato semplice - tutti lo dicono. E se costruire un libro è sempre stata una faccenda complessa, perché poi pretendere di VENDERE il libro alla stessa stregua di un pacco di patatine, più o meno "invogliante"?
No, no. Noi continuiamo per la nostra strada. Perché ovunque si lamenta la preponderanza dell'involucro promozionale rispetto al contenuto del libro, ovunque si lamenta un proliferare di libri annunciati come capolavori del secolo, ovunque si aborrisce la recensione di favore - e però? noi che tentiamo da più di un anno un tipo di approccio visibilmente diverso, perché dobbiamo essere tacciate di scarsa considerazione per il lettore?
Noi il lettore lo amiamo. E anche l'autore, lo amiamo. E' per questo che i nostri libri sono nudi, non hanno vestito della festa, e hanno bisogno di essere avvicinati con modalità nuove, più faticose magari, meno canoniche, più delicate, ma anche più attente. Perché fare libri abbisogna di tanti strumenti (a partire dalle menti di chi scrive e di chi edita, per finire alle macchine, ai materiali, agli inchiostri), ma per leggerli non serve nessuna assistenza. Neanche (anzi: men che meno) da parte dell'editore. Serve solo un po' di curiosità vera, e libertà dal pre-giudizio sopra ogni cosa.

Infine abbiamo deciso che da questo momento in poi, tutte le presentazioni pubbliche di libri Untitl.Ed si svilupperanno come un tentativo esauriente di risposta a una sola domanda cardine: come è stato costruito questo libro? e perché così?
Crediamo ancora che intorno a questa domanda si giochi tutto il nostro lavoro, e il nostro tentativo di opporci, nel nostro piccolo e rischiando in prima persona, a chi oggi non sa concepire l'attività editoriale se non come fatto eminentemente "promozionale".
 
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Posted on set 25, 2006 at 04:10PM by Registered Commenteruntitled io | Comments Off

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