nella rete illimitatamente aperta
A proposito dell’articolo “La nuova Sodoma della letteratura” di Massimo Adinolfi (LeftWing, 3 luglio)
Nella rete illimitatamente aperta paventata da Updike muore il libro, e con lui l’autore, e quindi l’arte. Nell’universo claustrofobicamente chiuso della teoria letteraria criticato dalla Benedetti muore l’autore, e quindi l’opera, e con essa l’arte. Ma è mai possibile che non nasca mai nulla, e che non si riesca a descrivere il cambiamento epocale, guardando non solo all’epoca che finisce, ma anche a quella che forse (che magari) nasce?
Una risposta possibile alla domanda di Adinolfi è: sì, qualcosa nasce, anzi qualcosa è nato. Un progetto concreto e differente. A gennaio dell’anno scorso nella rete illimitatamente aperta è nata Untitl.Ed (Untitled Editori), l’unica casa editrice che fa libri (di carta, regolari, veri) che non riportano in copertina il nome dell’autore, ma solo il titolo del libro.
Siamo la prima casa editrice italiana costituita come società esclusivamente di blogger. Siamo tre socie che scrivono da anni nel web, e i nostri autori sono tutti blogger. Untitled, va da sé, non significa per noi senza titolo (ché i libri, a tutti gli effetti, un titolo ce l’hanno) ma detitolato. Come la maggior parte delle persone che scrivono in rete. Proprio per questo non pubblichiamo blogstar, né facciamo trasposizioni dei testi dei blog ma scegliamo i nostri autori appassionandoci giorno per giorno al loro blog (anche marginale), e cercando di immaginare un modo per trasformare in “libro” quel tipo di materiale narrativo, in base agli stimoli che esso ci dà, e senza preoccuparci minimamente di chi sia l’autore, né tantomeno della possibilità di fare, di quell’autore, un personaggio attrattivo e vendibile.
Noi costruiamo e vendiamo libri, non personaggi. Libri scritti da persone de-titolate, non-star, ma che hanno esperienza diretta di uno spazio orizzontale come quello della rete, e che dunque non hanno paura di scrivere dal presunto “margine” di un quasi-anonimato, non percependone realmente l’esistenza, l’importanza.
Di questo progetto si parla poco perché non è un progetto “visibile” né impacchettabile in un format di facile impatto mediatico e banalmente etichettabile. Non lo è per statuto, per convinzione nostra. Eppure le pubblicazioni vanno avanti, molti librai in Italia si stanno industriando a cercare il modo di vendere libri così smaccatamente “ invendibili”. Spesso ci riescono, per nostra fortuna, premiando la nostra convinzione e la nostra scommessa.
Eppure ai nostri libri non solo manca il nome sulla copertina, ma manca qualsiasi apparato promozionale di riferimento autoriale, come qualsiasi attributo di carattere attrattivo: le copertine sono grigie e tutte uguali, con un aspetto da collezione d’antan. Inoltre sul nostro sito abbiamo scelto di proporre, oltre ovviamente al catalogo, alle recensioni e alle motivazioni dell’impresa, solo “appunti” riguardanti il lavoro di redazione, i nostri conciliaboli (sempre in rete, perché, fisicamente, abitiamo lontanissime l’una dall’altra), il nostro rapporto con gli scrittori. Non proponiamo riassunti né semplificazioni dei testi (men che meno biografie degli autori, che rivelano ciò che vogliono di sé nei loro blog a cui rimandiamo). Insomma i libri bisogna proprio leggerli per capire quanto siano diversi l’uno dall’altro e quanta ricchezza e differenziazione di linguaggi si possa scovare in rete.
Ovviamente siete invitati a fare un salto sul nostro sito, www.untitlededitori.com
Accoglieremo con piacere osservazioni e suggerimenti e saremo liete di offrire, eventualmente, qualunque altro chiarimento.
Un cordiale saluto a tutti
le Untitl.Ed
Scritta oggi, editata da caracaterina, appena spedita a LeftWing. Qui agli atti, per fainberg (che l'azione è stata rapida). Poi certo che è estate, vabbè. Ma però.
