Prima dei libri (dalla centrale)
Momento densissimo, non tanto per le cento cose da fare, quanto perché ogni cosa ha il suo problema dentro – ce lo trovi sicuro, come la sorpresa nelle uova di pasqua.
Così, a parte la montagna di problemi personali sanitari e familiari che sappiamo, ci sta pure la campagna elettorale in quel di Ruvo – Rino (il tipografo) era livido, fino all’ultimo abbiamo avuto paura che, invece di una data ultima, continuasse coi suoi sinistri, ancorché desolati, “mo’ vediamo”. Fine della fiera: maggio ce lo dobbiamo prendere tutto (come temevo: visto che avevo ragione a essere in apprensione?), ma oltre non si andrà: libri pronti e inscatolati a cavallo fra maggio e giugno, cioè, alla faccia nostra e di tutte le promesse e le imbarazzanti proroghe (penso soprattutto agli autori, ma anche alle persone coinvolte per le presentazioni) che abbiamo dovuto elaborare finora. Insomma siamo uomini e donne tutti quanti, solo in rete le cose vanno fluide paiono ordinate, invece appena metti i piedi per terra te ne accorgi che la terra è dura, che lo spazio è pieno di spigoli da schivare, e se non te ne accorgi e non ti comporti di conseguenza sei fesso, ovvero se pretendi di applicare a tutto questo la logica stringente del penso scrivo e metto al mondo, quella che ci regge tutti quanti qui dentro e che ci esalta, non hai fatto nessun legame web/mondo, parole/opere, nick/persone, blogsfera/territorio, etc.
In ogni caso: i libri stanno tutti in tipografia, il bellissimo catalogo / doppialocandina / depliant che s’è inventato Carla è pronto da stampare e piegare e impacchettare pure lui, ean etichette libri etichette seconda terna tutto è pronto, ma questa davvero mi sembra una gravidanza che si protrae un poco troppo, se vogliamo continuare con la metafora a noi cara, con doglie equamente spartite fra tutti gli untitled-partorienti.
Eppure. La terna nuova è interessantissima lo sappiamo, può costituire un secondo “capitolo” della storia: se il primo si è occupato di narrabilità, questo affronta il problema della lingua (anche se certo, tutto si sovrappone e si mischia). Naturalmente nessuna delle terne potrebbe esaurire il problema, ma che dico, neanche tentare un’enunciazione - diciamo che ciascuno dei due gruppi di autori ha messo sul tavolo carte inedite: estraneità, durezza e compassione, sguardo sociale, poi voce, sguardo limpido, torbidezza di bambino, poi città, geometrie mobili, corpi astratti, nell’atlante narrativo prima terna; macchina e macchine, poema, territorio linguistico, poi technicalities, potere, impotenza della lingua, poi buchi nella lingua, lingue altre, insufficienza dei generi, nell’atlante seconda terna. Poi, sono certa, anche dei tre libri in arrivo ci sarà chi vorrà offrirci letture generose e inusuali, così com’è successo per i primi.
Quindi insomma: tutto verrà alla luce a fine maggio o primissimi di giugno, e per quei giorni ci prepariamo pure a raddoppiare le librerie Amiche di Untitled sul territorio italiano, visto che le manovre sono già a buon punto.
Questo è quanto dalla centrale, un bel respiro che quasi ci siamo.
