com'è andata a Roma?
Dunque, la prima cosa strana della giornata di ieri è che siamo arrivati in centro alle 11 e 81.
Poi. Non avevo mai visto un corso di editoria. Siamo entrati a mezzogiorno, abbiamo piazzato in uno stanzino tutti i trabiccoli, e per un attimo mi sono affacciata nella stanza delle lezioni, dove stavano sedute cinque o sei corsiste. "Ciao", ho detto.
Io ho un problema con l'autorità. Ho intervistato Nicola per tutta la pausa pranzo, mi sono fatta raccontare com'erano i corsi che ha frequentato lui (di editoria, da editor, etc), gli chiedevo ragione di quelle facce, sì che la sapevo, ma io ho un problema con l'autorità gli dicevo, e perfino con l'autorevolezza, e difatti in questo brevissimo approccio non ho mancato di dire, ridendo, tentando un tono amichevole che aveva i suoi bravi ostacoli, "siamo appena nati come casa editrice, non ho mai fatto un corso di editoria, magari ne so meno di voi", ma la protesta decisa sorridente m'ha fatto capire che non era cosa né da dirsi né da pensarsi, cavolo dici mi sono detta, questi qui pagano per ascoltarti, per ascoltare quello che hai da dire, smettila di menartela e vatti a preparare.
Allora abbiamo deciso che la prima cosa che avremmo mostrato loro sarebbe stata il film, quello untitled, quello dove non succede niente. Per creare uno stacco, per tirare una linea, per dire ecco, adesso saltiamo dalla parte degli uomini e delle donne normali, degli entusiasmi, degli imbarazzi, delle paure, delle ciabatte strascicate e degli scialli per il freschetto in campagna, dei prototipi sfogliati su un tavolo di trattoria, degli anelli freneticamente infilati e sfilati mentre si parla, o si ascolta, o si cerca di parlare senza smettere di ascoltare. Untitled. Lo capiranno?
Quando ho presentato brevemente il film, prima di passarlo, ho detto fra l'altro: "...ed è stato girato nel posto più detitolato d'Italia, nel senso che non credo che nessuno di voi lo conosca: Paganico". "Io, lo conosco", ha detto una alzando la mano, la prima ragazza della prima fila, una di quelle che ho guardato fin dall'inizio per orientarmi parlando, "Io, lo conosco: sono di Grosseto", ha aggiunto sottovoce, ridendo. Allora mi sono rivolta decisamente a lei e le ho chiesto: è vero che è così? che c'è una porta Grossetana, poi duecento metri di paese, e poi una porta Senese, fine della fiera? Lei ha riso ha detto sì, è così. (Più tardi, quando è finito tutto, abbiamo chiacchierato un po' qua e un po' là, e lei ha detto a Nicola: beh certo che è incredibile, tu vivi degli anni in una città, e poi nella tua città succede una cosa del genere, ti passa proprio sotto il naso, e tu non te ne accorgi. "Succede sempre così", le ha risposto Nicola, ed è abbastanza vero.
Poi ho parlato un altro po', poi abbiamo passato Voci, poi ho parlato un altro po', un po' parecchio, mentre Nicola proiettava delle parole delle frasi sul muro, e loro guardavano un po' me un po' il muro, ascoltavano ed era come se...
Sapete cosa ho pensato, per la prima volta da quando facciamo queste cose? Ho pensato: mi sono sentita utile. Utile. Mi sembra di aver gli dato qualcosa, non so bene cosa, qualcosa che neanche forse si aspettavano, ma che in qualche modo gli era dovuto.
Si è parlato di sogni e di incontri, e della rete come piace a noi. Sulla lavagna di carta, coi fogli rivoltati della lezione precedebte la nostra (evidentemente: un'introduzione al mondo dell'editoria nel web) c'erano annotati (li abbiamo letti dal rovescio, dunque capovolti) tutta una serie di URL: vibrissebollettinonet, carmilla online, lipperatura, nazione indiana, giuseppe genna , wu ming, tutti. Poi il fogli appunto era stato girato: ecco, questo è il web che interessa gli editori, passiamo ad altro.
Bene, sono contenta che siamo passati VERAMENTE ad altro.
(untitled io)
Fortemente OT.
Scusate, ma questa ve la devo dire: dietro il nostro ufficio, a pochi metri da noi, c'è un campo d'erba alta e incolta. Bene. Stamattina abbiamo scoperto una specie di cerchio, avete presente i cerchi nel grano? Ecco. Solo che non è perfettamente tondo, ma dal primo piano della finestra non si capisce che disegno possa essere, pare una doppia elica o qualcosa del genere.
Ragazze, è inquietante, siamo tutti esterrefatti. Tutto attorno non c'è segno di passaggio, e nel simil-cerchio l'erba è schiacciata pesantemente, non spezzata, piegata di lato, come pettinata, rasoterra.
Paura, eh?
(fainberg)
Un cerchio schiacciato? le 11 e 81?
Ok, è noi che vogliono.
Untitl.Ed a QXJ74:
VA BENE, METTIAMOCI D'ACCORDO.
(untitled io)
(poi caracaterina)
