i non pacchettini, diciamo i bustini aperti
SPAZIO DEDICATO ALLE PROVE PACCHETTINI
5 Nessuno a cui parlare
Capsicum rallenta, ogni poco. Le cose con cui ha a che fare pesano, affaticano. Dentro la notte, la malattia appaiono scenari imprecisi, quanto definite le loro diagnosi. Se irritano i medici, gli infermieri, spiazzano, a volte convincono, le perplesse dichiarazioni del medico generico Capsicum. La lingua medica si rivela un dispositivo che tradisce, inventato per altri scopi.
La vita, la morte, l’amore, nel parlare distratto e professionale di un medico di base e di una quantità di “operatori sanitari” – dagli infermieri agli apprendisti medici ai pazienti. Un linguaggio familiare a chiunque, ma inefficace, chiuso (...)
Un medico si sforza di parlare, di spiegare come funziona la sanità dall’interno, di trovare le ragioni non solo per continuare a fare il suo mestiere, ma anche per vivere, o semplicemente per sopravvivere a chi muore. Ma la lingua medica è un dispositivo che tradisce, inventato per altri scopi.
Un medico sul lettino dello psichiatra. Un medico si racconta attraverso l'analisi e attraverso i dialoghi raccolti con pazienti e colleghi. Un dialogo intimo e professionale, dove a venir messa sul tavolo operatorio questa volta è la paura. La paura di sbagliare, di non essere in grado di spiegare la morte, la paura della solitudine. Una lotta continua contro il tempo e la propria fallibilità. Un testo estremo, senza nessuna concessione alla retorica. Linguaggio reale, uno stetoscopio appoggiato sui muri di uno studio medico.
