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Dal post del barboncino (marginale da Foggia)

(quello che segue sta nei commenti al post del barboncino, nel mio blog)
(si segnala post altrettanto marginale, sempre da Foggia, qui da Vic)
(impareremo mai, a fare dei resoconti come si deve?)

 

 

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...per esempio: la notte prima del giorno in cui ho pubblicato questo post, 500 uomini della polizia arrestavano 70 persone qui. Gli elicotteri hanno illuminato la città per tutta la notte, io non ho sentito niente perché quella notte ero distrutta, ma un sacco di gente si è svegliata. Il giorno dopo poi, alla fine del convegno di Foggia, siamo andati tutti a cenare in un bellissimo posto, dove poi c'era un microfono e chi voleva poteva leggere cose, e hanno letto rossano astremo, luciano di musicaos che non mi ricordo mai come si chiama di cognome, poi christian raimo (senza leggere), e poi la rigobon insieme a raimo - che sarebbe ora che si mettessero a fare gli attori, che so' bravissimi. Allora alla fine io volevo leggere dei pezzi di libri untitl.ed, ma era tardi, e poi mi sono accorta che stavo preparandomi a leggere un pezzo della Macchina ideale cercando di imitare l'intonazione di Michele (che la so!), che però è di trento mentre io sono di andria, o l'intonazione di Cecilia che è bolognese etc, allora avendo solo un minuto perché erano quasi le due di notte, ho finito col raccontare a memoria questo post del barboncino e delle palle e delle strisce. Perché l'ho fatto? perché l'avevo mostrato, il giorno prima, a mio figlio (9 anni), che per la prima volta si accingeva a scrivere un DIARIO (su consiglio della maestra): gli ho detto "anche mamma tiene un diario, vedi?, solo che è pubblico - ti ricordi dove e quando abbiamo scattato questa foto?", e lui per tutta risposta mi ha fatto: "posso dare l'indirizzo del tuo diario ai miei amici?". Gli ho risposto naturalmente: NO!!!. E questo ho raccontato, anche, in quella specie di reading. Volevo dire alcune cose, con questo. La più importante era che se un diario è pubblico, spesso non racconta niente in apparenza, ma solo in filigrana. E però anche, per lo stesso motivo, a volte un post è come una confezione-regalo, di una realtà strana, che vivi e capisci poco. E che con quella carta da regalo ti ci fai un ventaglio da mostrare in pubblico davanti a un microfono, dove normalmente (come altre volte ho fatto) avrei letto, con trasporto, pezzi di libri pubblicati da Untitl.Ed, ma quella sera no, perché quella era una sera in cui ognuno, leggendo o raccontando a braccio, raccontava qualcosa di profondamente SUO, e così alla fine ho fatto io - ma il barbone della vetrina di tappeti, è così assolutamente MIO?
Eccetera, d'imbroglio in imbroglio.

 

Posted on dic 5, 2006 at 09:36AM by Registered Commenteruntitled io | Comments Off

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