Titoli
..."untitled" è fortemente legato al perturbante, non solo per la paura che fa lo scardinamento di certe sicurezze, ma anche per l'inafferrabilità del concetto che essere "nessuno" non significa essere "nessuno" - cioè non avere titoli non significa essere anonimi. Così, dentro untitled/detitolato, ci finisce tutta quanta l'eterna discussione sui nicknames, che fino a quando non tocca l'ordine gerarchico è un solo un bel pretesto per accapigliarsi, dopo di che diventa fastidiosa, da lasciar perdere (e infatti tutte le discussioni suo nicknames finiscono, da anni ormai, sempre nello stesso modo: qualcuno alza la voce avanzando i propri "titoli", e morta là).
Poi sì, sarebbe interessante se gli autori accettassero di interrogarsi in profondità su questo argomento.
Intimità/socialità. Io ho sempre trovato comodo e abbastanza chiaro parlare di "diario intimo pubblico". Non so se ci sono due parole che possono condensare queste tre, che sono per me di equivalente importanza. Diario è importante: è il tempo, il giornaliero, Intimo è importante: è la nudità della persona, l'essere disarmati. Pubblico è importante, perché sottolinea questo modo di fare i diari "per gli altri e non per sé", e per gli altri significa generosità, ma anche impegno, e tentativo continuo di rintracciare le leve della condivisione. E' proprio il diario, alla fine, a essere "a livella", cioè "il sorriso nascosto dei bloggers" che consente a chiunque di prendere la parola rivolgendosi potenzialmente a tutti, dunque è anche faccenda politica, e si riallaccia in qualche modo a "untitled". Insomma "diario pubblico" è lo strumento, "untitled" è la condizione - la postura, se vogliamo.
Il lavoro poi è importante perché è quello che rende attive, e dunque naturalmente incidenti sulla realtà, le persone "untitled".
Quella del lettore comune è una bella questione, se ne sta in qualche modo a parte e introduce una riflessione su molti argomenti che ci stanno a cuore, e che pure finiscono col saldarsi a tutto quanto. Forse è una questione che può esser percepita come troppo legata ai nostri interessi economici, però il gioco interessante sarebbe proprio quello di affrontare senza false pudicizie il concetto di mercato, perché l'idea di mercato porta con sé anche quella di diffusione, di scambio, di accrescimento, e poi parlando di questo si può parlare dei desideri, e infine il nuovo è sempre penetrato nelle società attraverso il mercato.
Poi sì, sarebbe interessante se gli autori accettassero di interrogarsi in profondità su questo argomento.
Intimità/socialità. Io ho sempre trovato comodo e abbastanza chiaro parlare di "diario intimo pubblico". Non so se ci sono due parole che possono condensare queste tre, che sono per me di equivalente importanza. Diario è importante: è il tempo, il giornaliero, Intimo è importante: è la nudità della persona, l'essere disarmati. Pubblico è importante, perché sottolinea questo modo di fare i diari "per gli altri e non per sé", e per gli altri significa generosità, ma anche impegno, e tentativo continuo di rintracciare le leve della condivisione. E' proprio il diario, alla fine, a essere "a livella", cioè "il sorriso nascosto dei bloggers" che consente a chiunque di prendere la parola rivolgendosi potenzialmente a tutti, dunque è anche faccenda politica, e si riallaccia in qualche modo a "untitled". Insomma "diario pubblico" è lo strumento, "untitled" è la condizione - la postura, se vogliamo.
Il lavoro poi è importante perché è quello che rende attive, e dunque naturalmente incidenti sulla realtà, le persone "untitled".
Quella del lettore comune è una bella questione, se ne sta in qualche modo a parte e introduce una riflessione su molti argomenti che ci stanno a cuore, e che pure finiscono col saldarsi a tutto quanto. Forse è una questione che può esser percepita come troppo legata ai nostri interessi economici, però il gioco interessante sarebbe proprio quello di affrontare senza false pudicizie il concetto di mercato, perché l'idea di mercato porta con sé anche quella di diffusione, di scambio, di accrescimento, e poi parlando di questo si può parlare dei desideri, e infine il nuovo è sempre penetrato nelle società attraverso il mercato.
