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Retratto

Si era rannicchiato sul palco come un feto. Rannichiato a mo’ di uovo, o larva. L’idea che esprimeva con quel suo fare era esatta come le misure retratte del suo corpo. C’era, prima di lui, decenni fa, qualcuno che suonava dando le spalle al pubblico. Era un uomo molto elegante una volta. Suonava così, con le spalle rivolte alla platea, si era in qualche teatro. Forse il Vigorelli a Milano. Dicevo dell’idea che esprime quel suo corpicino misero e chiuso come un uovo. L’idea di fecondità e di intimità con ciò che sta facendo. L’idea di essere annullato dalla sua musica; piccolo piccolo di fronte al grande mistero dell’arte; perfino di là dal nascere se paragonato alla maestosità di ciò che sta uscendo da lui, ma lui è piccolo e inconsapevole del processo e del perché. Deve essere un uomo modesto per sparire così in sé. E poi è su un palco. Ho visto gente espandersi, farsi gigantesca solo perché occupava un palco. Gonfiarsi come nella favola di Fedro: rane che volevano figurare un bue. Note cristalline e brillanti saettano nell’aria come farfalle. Tocca quasi terra col suo strumento. C’è un segreto per quel suo timbro? Non ho mai sentito nessuno con un timbro come questo. Le note restano nell’aria per un po’ prima di spegnersi, ognuna perfettamente stagliata, la brillantezza del suono è un segno della pulizia e la pulizia denota un’esecuzione perfetta, un controllo totale, una chiarezza di pensiero che ricorda la divinazione. Come se fosse tutto scritto, ma naturalmente non lo è. D’altronde quest’uomo pensa? Intende? Vuole? E se facesse tutte queste cose o solo una, starebbe così, intendo in quella posizione, rannicchiato e ecco, ora la tromba è a un centimetro dal pavimento. No, quest’uomo è in uno stato di grazia che credo sia dato sperimentare a pochi. E’ inconsapevole come fosse una pianta. E come una pianta gode della solarità della sua musica, gode la strana chimica molecolare dei suoni che riesce a creare e a dissolvere con niente. Nemmeno un gesto; non la fatica di un muscolo. E intorno, nell’aria, qualcosa di irripetibile esala.

marcabru che parla di Paolo Fresu - il post è più lungo e si può leggere per intero  qui.

Posted on ago 30, 2005 at 07:20PM by Registered Commenteruntitled io | Comments Off

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