Un problema grossissimo
Io ho un problema grosso, anzi grossissimo, considerato il lavoro che mi sono messa a fare: non so spedire un pacco.
Non è che non sappia come si fa tecnicamente – è proprio che resisto strenuamente all’idea di spedire un oggetto. Anche quando l’oggetto non può dirsi “mio”. Anche se l’oggetto è destinato (proprio, esclusivamente) a essere spedito, trasmesso, ceduto, restituito. Non ho ancora verificato, ma temo che la cosa valga anche se l’oggetto è “a vendere”.
Oggi ho spedito alcuni pacchi, aargh. Non so io stessa come ho potuto riuscirci.
Dovremmo inventarci qualcosa (che ne so: una forma di controllo, un foglio da controfirmare, beni di prima necessità da sottrarmi progressivamente fino a certificazione dell’invio, quattro o cinque telefonate di controllo per ogni spedizione prevista) che abbia per me un carattere ricattatorio o minatorio.
Una certe volte si deve arrendere alle proprie inettitudini, eccheccavolo.
Tutto questo per dirvi che insomma, per esempio: ci serve un fattorino.
FANTASIA DI CARTONI
Le copie per Alice sono state spedite in una scatola gialla delle Poste Italiane, quelle per Demetrio in una scatola di DocciaBronze Bilboa Cadey's, e quelle per Scrivana nella scatola di un ferro da stiro Bosch.
