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In che mondo vivono i blogger

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E va bene che non c'era niente da guardare, ma voi non guardavate niente, mi diceva, mandando indietro e poi velocemente avanti, a partire da dei punti qualsiasi, i nastri registrati. "Vedi?"
Me ne stavo appallottolata sul divano a riguardare le scene - soprattutto ce n'era una, nella quale tre persone camminavano parlando e gesticolando ritmicamente in un nulla verde, mettendo bene i piedi su un fondo di brecciolina che mi pareva di risentirne il rumore anche così, senz'audio, riprese dal di dietro.
Cercavo di spiegargli che era così che doveva andare, che erano proprio quelle, le immagini che volevo, e che era proprio quello, il tipo di posto-nulla che mi ero immaginata, quando cercavo un posto per incontrarci tutti, in un giorno infrasettimanale di luglio, lavorativo proibitivo, e caldo anche.
"E' la provincia", gli dicevo, "è l'Italia. L'ottanta per cento dell'Italia è così", ma poi non era esattamente quello, cioè non era solo quello. Era quel niente importante, ecco è questo, che avrei voluto dirgli, ma era da un'ora che parlavo e parlavo, davanti alle immagini che scorrevano a video, e queste quattro parole semplici non mi erano ancora venute, non in quell'ordine almeno, e soprattutto non in quella nudità, rozze così, volevo dirgli esattamente che le cose che succedono davvero nella vita non hanno quasi mai, locations adeguate, cioè con cose da guardare, e di conseguenza filmabili (dal suo punto di vista) negli sguardi di chi guarda e s'incanta, e che le persone quando parlano fra di loro sono solo, alla fine, imbarazzate e contente, o imbarazzate e preoccupate, o imbarazzate e spaventate, ma insomma soprattutto imbarazzate, e cosa c'è di meno cinematografico, o di meno peculiarmente narrativo se vogliamo, di un imbarazzo vero da vedere sul volto, e nelle mani e nei piedi, e nei movimenti della testa, e nei modi di toccarsi lateralmente il naso, di una persona che si trova in un luogo e in mezzo a gente che non conosce, e a fare cosa poi.
Volevo dirgli è questo, vedi?, il mondo e come funziona, ma non mi diede il tempo di dirglielo, perché intanto già mi diceva qualche cosa di diverso e di più lungo, forse di più complicato, di cui afferrai soltanto l'ultima parte, che recitò col dito che indicava lo schermo, "qui si vede benissimo per esempio, che ognuno di voi stava a pensare esclusivamente alle cose che poi ne avrebbe scritto. Abbiamo filmato fantasmi. Abbiamo filmato cervelli in esercizio".
"Ah sì", dissi senza pensarci troppo, anche se ancora non mi sembrava così preciso - poteva essere una cosa sufficientemente vera, poteva essere perfino la verità, o almeno: la verità di quel film che di lì a poco sarebbe stato montato, e poi finalmente visto.
"Andiamo a mangiare" mi disse allora, spegnendo tutto e mettendo a posto.
"Sì", convenni, "che fra poco arriva Llu".

Posted on lug 30, 2005 at 11:28AM by Registered Commenteruntitled io | Comments Off

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