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Lettera da Maria (Llu)

La mia proposta era: scrivo un racconto lungo -per Untitl.ed- del  viaggio in Sicilia di quest'estate.
Non ho la minima idea sul che o sul come.
So che potrebbe avere 3 parti:  Palermo, Agrigento, Siracusa e che potrebbe muoversi - io o la storia  o la forma della storia o la morale o il senso, al finale-, di Ovest a Est come gli orologgi e il sole. Ma non è che finnisca bene, nè che sia molto luminosso -è probabile che sia molto buio, nel mezzo di una gran luce meridionale
Che storia racconterò?  è tutto un mistero per me. Non ho la minima idea. 
Peggio, lo più grave,  neanche so, in che lingua vorrei scriverlo.
Mi meraviglia che 4 anni dopo ancora ascolto suonare con lo stesso entusiasmo della prima volta l'italiano. E mi diverto un sacco scrivendo così -in spagnolo mi diverto zero, per essempio.
Ma non so italiano. Non so pensare in italiano.  Gioco, mi canto, vi ascolto cantare  e poco più.
Effetivamente non è un proggetto molto svilupato.
So che questo viaggio è molto importante e che voglio scriverlo e fotografarlo e lavorare al ritorno, quando ancora ho agosto libero. Ma cosa capiterà non lo so. Un racconto bilingue?  Un racconto spagnolo con una versione mia al italiano. Un racconto italiano con una parte bene fatta in spagnolo. Sarebbe la  continuazione di Manarola  Albergo Roma?
 
tu parlavi davvero quando me lo hai detto l'altro giorno al telefono? 
Io ti do la mia parola di lavorare -qualcuno, se una parte viene scritta in italiano,  dovrebbe correggermi  gli errori ortografici, lasciando il resto tale quale

Io vorrei dirle sì, fallo. Il resoconto di questo viaggio mi attira assai. E la parabola di Llu, donna spagnola che ha trovato nella rete italiana (non spagnola) una lingua possibile e una comunicazione possibile attraverso la parola, è una storia che non dovremmo farci scappare. Devo aggiungere che "ti do la mia parola di lavorare" mi ha commosso. Ecco questa è una cosa che un italiano non metterebbe mai al primo punto di un suo impegno scrittorio. Io le direi sì, di scrivere di questo viaggio, e che una volta buttato giù tutto il materiale vedremo come fare. Io, al contrario di molti, trovo che la lingua di Llu possa essere trasformata in un italiano perfetto - perfetto ma completamente originale. Non mi diverte tanto l'errore grammatico, o la sintassi imperfetta in sé per sé, mi attira invece questa grande volontà che ha lei, di rivoltare una lingua come un guanto per piegarla ai suoi bisogni espressivi. Voi che dite?

sicilia26.gif 

 

Posted on giu 17, 2005 at 12:00AM by Registered Commenteruntitled io in | Comments Off

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