Mangiarsi la rete
Dal momento che su nazione indiana incomprensibilmente nessuno parla di questo incontro posto qui una mia impressione sul pomeriggio di lunedì.
Io ho trovato l'incontro e la sua conclusione francamente mortificanti.
L'incontro è terminato prima del previsto, senza che nessuno dalla platea potesse dire niente, senza che Scarpa potesse fare il suo intervento.
Secondo me è scandaloso.
Lo trovo scandaloso anche solo da lettore che ha affrontato un piccolo viaggio solo per essere messo senza riguardi da parte insieme a tutti gli altri in favore di una conferenza sulla formazione del grande Torino.
E soprattutto trovo triste e imbarazzante il modo con cui questa violenza è stata accolta da scrittori, editori, librai e quanti altri si erano dati appuntamento lì, alla Fiera del Libro, per "discutere della deriva del mondo culturale attraverso contributi e proposte di chi già cerca di operare controcorrente".
Siamo stati invitati a lasciare la sala in buon ordine, con tante scuse, nessuna accusa e un incredibile invito a ritrovarsi in rete.
Altro che contestazione.
D’accordo, non viviamo più negli anni ’70.
Non dico di dare fuoco alla fiera.
Non dico nemmeno di sedersi a terra e occupare la sala ma cazzo, almeno un vaffanculo lo potevate sprecare.
Postato da Omar Degoli il 2005-05-11 15:07:02.0
Bene: per quanto mi riguarda, la conclusione del poderoso dibattito al quale abbiamo assistito è stata scritta. Lì nel blog della Lipperini, a fima di Omar Degoli, ovverossia del buon Mullah. Bisogna pur scegliere un punto di vista, una versione alla quale dar credito, no? ebbè, io credo a lui, perché secondo me è una persona seria e non è un presenzialista.
E quindi: trovo scandaloso che alla protesta di uno spettatore come lui, che analogamente a tanti altri si è fatto svariati chilometri per essere "nel vivo del dibattito", e per cercare di capire e di partecipare, nessuno si sia dato pena neppure di voltarsi. Come se chi ha parlato fosse (nel commentario di un blog!) trasparente.
Restaurazione è mangiarselo tutto un dibattito, compreso il dolcetto finale, e agli astanti, a tutti quelli che hanno portato i piatti, dire alla fine "adesso sfollate, senza fare casino e possibilmente senza chiacchierare".
