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Fotoromanzo

Ho appena letto un inizio di storia, che sembra un fotoromanzo dei primi anni settanta. Quell’agglomerato di inopinatezze, sopraccigli pettinati e buste della spesa, 127 bianche e lampioni, donne con le gonne a tubo, o anche un po’ svasate sotto, capelli raccolti modello segretaria, e città.

fotoromanzo.JPGLeggevo i fotoromanzi da ragazzina, le rare volte che andavo dal parrucchiere ad allisciarmi i capelli, potevo avere dieci undici dodici anni, che per allisciarti i capelli ti facevano “il turbante”, e poi ti mettevano sotto il casco e ti ficcavano in mano un fotoromanzo con le pagine interne che scappavano dai punti metallici. E tu leggevi (vabbè leggevi: scappavi avanti), ed erano città operaie che qui non si vedevano, bianchi e neri o anzi bianchi e grigi sparatissimi, con le luci del neon che si riflettevano sull’onda della carta patinata poverissima, buona per avvolgerci che ne so (in un negozio di parrucchiera) sei o sette bigodini della misura che mancava, che li portava la ragazzina piccolissima l’apprendista parrucchiera, che li andava a comprare all’angolo a una specie di negozio di casalinghi (e articoli per parrucchieri), e gli occhi di lei (la fotoattrice) che guardavano da sotto in su che dicevano (al fotoattore) “devo andare ora”, allungando una mano e ritraendola subito nella stessa inquadratura. Poi la figura se ne andava diventava piccolissima sullo sfondo di certi casermoni e di un semaforo, e si girava un poco, poco prima del semaforo, a vedere lui che rimaneva là, coi suoi sopraccigli pettinati con la sua camicia aderente, e tutte le ragazzine apprendiste se l’erano già letto, il pomeriggio presto aspettando le clienti, o ste mezze clienti com’ero io, ragazzina di undici anni da fare solo l’allisciatura. Poi la ragazzina se ne andava, coi capelli liscissimi che scendevano in due bande laterali, e camminando faceva a ritmo, su e giù con la testa come una specie di cammello, o uno di quei cani che dondolavano la testa sulla cappelliera di certe 127 appunto, quanta leggerezza quanta liscezza pensavi, lunghi capelli lisci come quelle ragazze coi mascara e i sopraccigli depilati con la pinzetta, le segretarie delle città del nord.
 
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Posted on apr 5, 2005 at 03:36PM by Registered Commenteruntitled io in | Comments Off

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