Come fai a spiegarglielo?
...dovremmo trovare il modo per essere più chiari, riguardo a quello che chiediamo ai nostri autori.
Ovviamente si tratta di una cosa diversa da autore ad autore. In sostanza e prima di tutto, io credo, noi chiediamo a un autore di essere se stesso, e di esserlo come (almeno come) riesce ad esserlo nel suo blog.
Io credo che il blog, in quanto luogo di auto-edizione non soggetto ad altre regole se non a quella della credibilità verso se stessi, sia un luogo di estrema esposizione, di rischio, e anche di adesione spontanea alla propria struttura narrativa essenziale, e alla propria lingua più naturale.
Insomma sto notando questo: per un po' abbiamo allontanato da noi l'idea del "blog" come elemento fondativo del nostro lavoro editoriale, ma poi succede sempre più spesso (almeno a me, succede) che per spiegarsi con i propri autori bisogna dire cose del tipo: ma perché non scrivi in quel bel modo in cui scrivi ogni giorno il tuo blog? perché non ritorni a parlare proprio di quelle cose che ci hai fatto amare, e cioè di quello che ti è prossimo, di quello che conosci bene, anzi meglio di chiunque altro?
