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Il tuffo di Capsicum

tf1.gifHo appena finito di rileggere Capsicum, e ti dico che per quel che mi riguarda, il problema di quel libro è il suo non essere pensato come libro ma come un mettere in ordine (fisicamente, in un solo luogo) certe polaroid ristrettissime. Un ricordare un po' sbandato, i salti temporali anche molto lunghi lo provano, seguiti da ritorni al presente faticosamente ricostruibili, su di una materia che si sente viva e interessante. Lo mostrano le parti tra le più interessanti, i dialoghi, ripresi con vera credibilità.
Riscrivere a partire dalla lettera che mi hai fatto leggere è la cosa migliore, poichè costringerà Capsicum ad un gesto perentorio verso la sua materia. Si chiarirà, spero, un motivo, uno scoglio naturale (dove si affollano) dal quale Capsicum, invogliata da te, che già sei in acqua, potrà tuffarsi.


ergr.JPGRiassumendo: da una parte abbiamo un'autrice che scriverà un libro sui medici (in senso lato), sui pazienti, e su se stessa, medico e paziente ad un tempo. C'è una voce, quella di lei, quella che dice io, che racconta le cose, le ha viste e ce le racconta. Dall'altra parte c'è una città, Bologna, Borgo, dei luoghi ben precisi, gli ospedali, le case dei pazienti, che ospitano e determinano certe necessità, che obbligano ad esempio a prendere la macchina o a farsi cinque piani di scale a piedi. Sopra ogni cosa, rimane la sua voce, disincantata o compassionevole, cattolica o lucidamente materialista, senza fede, incoerente, che ignora il perchè i cattivi sono i più duri a morire, o perchè qualcuno sceglie sempre dalla lista sbagliata.
E' un libro che serve, ad una condizione: che stringa moltissimo su pochi avvenimenti, che stia lontano dalla fiction ospedaliera che si è abituati a guardare in tv, quella brutta, e che si concentri sulla malattia, sulla routine malata e automatica della cura, che tralasci la figura stereotipa del medico che è un artista, facendo vedere quanto sia, da un punto di vista letterario ed artistico, accettabile e nuovo, un resoconto lucido, sequenziale di un medico generico, non nella sua carriera, nella sua ascesa, nella sua formazione, quanto nella sua giornata, quanto nelle sue necessità, umane e professionali.
A sorreggere il tutto la sua scrittura utile, dimentica di qualsiasi morale da somministrare, ma tesa alla precisa (da manuale) vorrei dire descrizione ed elenco delle cose di un medico così fatto.
(nic)


- Concordiamo la frase chiave da dirle al telefono, per riassumere.
- "Mo' ti spiego come funziona".
- Ecco. E dirle anche: quella cosa sui pidocchi, è scritta benissimo, è...
- ...è: "mo' ti spiego come funziona"!
- Ecco.
- Capirà?
- Certo.

- L'hai chiamata?
- Sì ieri sera. Era a cena con dei colleghi.
- Richiamala adesso.

- L'ho chiamata!!!
- E beh?
- Ha capito bene. E' d'accordo. Dice che quei racconti sono vecchi, che non la rappresentano più, che ha pensato le stesse cose che abbiamo pensato noi. E ha detto che ci prova. A scrivere tutto da capo, una cosa nuova. Le ho chiesto di scrivere velocissima: venti giorni, tutto come diciamo noi, e tutto insieme da cima a fondo. Sì è sentita sfidata, quindi credo che ce la farà. Deve dimostrare che...
- Già.
- Quindi ce la deve fare per forza.
 
nacp-tuffo.gif 
 
Posted on dic 6, 2005 at 08:24AM by Registered Commenteruntitled io in | Comments Off

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