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copia commento ineditablog (risposta a W.N., per archivio)

Sgombrando il campo da ogni possibile equivoco passato-presente-futuro: nessun fastidio, lo dico soprattutto a williamnessuno, per i media tradizionali. Ci mancherebbe!

Non si tratta qui di esaltare il web al punto da considerarlo assolutamente meglio di editoria, radio-televisione, cinema o, magari pure della telefonia cellulare. E noi non siamo migliori e più in gamba perchè teniamo un blog. Semplicemente utilizziamo, o piuttosto, spesso SOTTOUTILIZZIAMO un medium nuovo e diverso. Divenire un'icona da web è il contrario dello sfruttamento delle possibilità del web.

E' anche vero che raggiungere un'autonomia espressiva che abbia un'incisività sociale con un mezzo nuovo richiede tempo. Sia il cinema prima, per esempio, che la TV in seguito sono stati per decenni tributari del teatro quanto a modalità espressive. La TV che ricordo io andava a prendere le sue star sul palcoscenico, dove erano già affermate, e se ho conosciuto Tino Carraro e Salvo Randone non è perchè li ho visti a teatro da bambina. Più o meno quello che ai ragazzi adesso accade con Beppe Grillo. :) Però si è detto e ripetuto da tante parti che, mentre usare la TV è un'operazione essenzialmente passiva, o scrivere e bussare alla porta di un editore è sotto diversi profili antieconomico (e qui non diciamo altro), il web ci mette in mano la possibilità dell'autonomia in questi settori. Non è il caso di sprecare tali possibilità attivando le modalità gerarchiche in cui siamo stati cresciuti per secoli. Ma, per farlo, non abbiamo (più) bisogno di blogstar e di icone ma di connettività e convinzione in se stessi. Anche se, william è realistico, è vero, non tutti i nodi della rete si equivalgono, quanto a potenziale. E non tutte le iniziative "collettive" possono o debbono divenire di massa per essere apprezzabili. Però è anche vero che nella Rete gli equilibri cambiano molto più rapidamente che "fuori".

E comunque, non dimentichiamo che uno degli strumenti che ha reso fattibili le rivoluzioni inglese, americana e francese è stata la diffusione delle riviste e dei giornali. Non è che voglio fare la rivoluzione, ma quando una tecnologia diventa easy, friendly e low cost è bene aspettarsi sempre qualche trasformazione bella significativa :)

La faccenda della scrittura.
Sì, e anche qui mi rivolgo in particolare a William, la scrittura sta già cambiando e non solo nel senso che si sta contraendo o che si sta modificando la grafia.

D'altronde, la scrittura è per sua natura in continuo mutamento, nessuno scrive non dico come cinque secoli fa, ma nemmeno come 50 anni fa, nessuno scrive "aveva" al posto di "avevo" e neppure "conciosiaccosachè". Dobbiamo forse iconizzare, cristallizzare anche le grafie, le sintassi, le grammatiche, gli stilemi, i generi? Dobbiamo lagnarci dei destini della calligrafia e della cultura ecclesiale perchè è stata inventata la stampa a caratteri mobili?

La gente scrive già in modalità video o display ma, se invece di pensare solo a ciò che si perde, si pensasse allo sforzo di sintesi che va fatto per acquisire profondità mentre si perde in estensività, beh, ragazzi, vorrebbe dire che stiamo diventando tutti un po' più poeti :), un po' più densi e, per capirci, dovremmo, semmai, acuire le nostre capacità interpretative, non appiattirle o scorciarle.

Hit and run? Non è detto che la frammentazione sia solo disintegrativa di un discorso. Torno a dire che guardare un intero blog piuttosto che il singolo post è un'operazione costruttiva. E che l'impegno costruttivo di tenere un blog sviluppa capacità differenti di scrittura in tutti noi. Tali che si potrebbe anche provare a costruire un libro che, come oggetto è vecchio, ma che può contenere anche scrittura nuova. (Sulle caratteristiche dei libri Untitl.Ed, William, rimando a quanto ha già scritto untitled_io).

E' che, accidenti!ci vuole impegno, anche a trasformare la propria scrittura. Non ricordo bene l'aforisma ma mi sembra che Karl Kraus disprezzasse chi riusciva a scrivere decine e decine di pagine in poche ore mentre lui per un aforisma ci metteva un mese. Beh, anche la Rete, i suoi tempi contratti, la sua massa di soggetti sempre connessi richiedono tempo e impegno, come tutti i campi applicativi seri. Scordiamoci che sfruttarne più significativamente le potenzialità sia facile. Lo è tecnologicamente, non come tempo e capacità intellettuali richieste e impiegate.

Posted on dic 20, 2005 at 07:04AM by Registered Commentercaracaterina | Comments Off

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