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Esiste un modo di rispondere...

Riporto qui uno scambio (molto "pratico") che abbiamo avuto io e Alice i giorni scorsi:


ALICE: Ma come fai a dire che le vendite delle librerie non siano influenzate dalla rete? Io so che la gente preferisce acquistare in libreria piuttosto che online.
I blogger (o quelli che leggono il mio blog) che hanno comprato il mio libro, per esempio. Hanno tutti preferito le librerie...

IO: Già, come faccio a dirlo? Dovremmo fare un sondaggio sul sito, del tipo: chi ha comprato il libro in libreria, lo ha comprato perché lo ha visto in rete o perché gliel'ha consigliato il libraio?
mo' vado a studiare come si fa, in html, un sondaggio a due risposte :)

IO: ......o perché gliel'ha consigliato un amico? o perché ha letto la segnalazione su un giornale? (quattro risposte, argh)

ALICE: anche se...è un sondaggio che non servirà a molto.
Chi ha comprato il libro perchè ha letto qualcosa su un giornale, non è detto che poi sia rimasto a leggere i nostri blog. anzi.
L'unica fonte attendibile è sapere qualcosa dalle librerie.

IO: no, così:
hai comprato un libro Untitl.Ed:

1) perché ne hai avuto notizia dal web?
sì, dal sito / sì, da un blogger / sì, da una rivista online

2) perché ne hai avuto notizia fuori del web?
sì, dal libraio / sì, da un amico / sì, da un giornale

3) perché hai visto i libri in libreria?


4) perché sei un amico personale del blogger che l'ha scritto, o di una delle editrici?
sì (sob)

ALICE: Non so se hai pensato di metterlo il sondaggio poi sul sito. Se hai deciso per il sì, magari dà un occhiata qui:http://www.vibrissebollettino.net/archives/2005/11/esiste_un_modo.html#more
Non vorrei che poi qualcuno dicesse che a seguito di un'idea del Mozzi, la Untitled ha deciso di fare un sondaggio.
 
(copincollato da untitled io) 
 
 
Sondaggio? Per ora non contate su di me :) Non ne posso più di raccogliere informazioni in maniera modellizzata e quantificata. Il tutto dipende dal fatto che sono vent'anni che a scuola mi muovo (e per tanti anni ho contribuito a inventare) fra griglie di valutazione destinate a identificare delle prestazioni "qualitative" attraverso una serie di campi informativi e tradurle in punteggi e quindi in voti. In decimi traducibili poi in quindicesimi (per l'esame di stato). Ne ho la nausea. Tanto più che in questi giorni sto facendone indigestione (pagelline bimestrali). So che questa è un'altra cosa ma, vi prego, basta... :/
Comunque, a me sembra che questo modello di produzione, distribuzione e controllo dell'output possa funzionare in una dimensione artigianale ( la nostra) mentre credo che Mozzi faccia riferimento , più implicitamente che consapevolmente ad un modello più industriale e meno personalizzato. Tutte le domande che pone me lo fanno pensare, e anche le sue prime risposte ai primi commenti (ho letto qualcosa solo stamattina e non so come si sia evoluta la questione). Mozzi non pensa "secondo la rete", per lo meno non secondo quella che pratichiamo noi nei blog. Mozzi sta cercando una convergenza fra due "mondi" che sono molto lontani
(caracaterina) 
 
Posted on nov 14, 2005 at 12:53PM by Registered Commenteruntitled io in | Comments Off

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