Bene, fra un mesetto è Natale e Untitl.Ed NON prevede nessuna nuova uscita per l'occasione (aggiungiamo: quando mai ce l'ha fatta, a pubblicare in tempo per Natale...). E dunque: potete pensare già adesso, in tutta tranquillità e senza fremere in attesa delle novità, a quale libretto Untitl.Ed regalare ai vostri amici e parenti, visto che siamo in crisi e per 9 euro + 2 di spedizione = 11 non si vede cos'altro potreste regalare di altrettanto prestigioso. Per ordinare si clicca sul link i libri e si comincia.
Per agevolarvi nella scelta aggiungiamo qui sotto, da scaricare e da stampare in bianco e nero, il pidieffino dell'intero catalogo: se lo stampate usando l'impostazione "libretto" e poi piegate il mucchietto in due, avrete un vero cataloghino cartaceo in formato A5 da sfogliare a letto o in bagno.
Abbiamo detto tutto? Ah no: l'offerta di Natale! Bene, se comprate tre libri ve ne regaliamo un quarto a nostra scelta. In ogni caso se dovete ordinare questi libri sbrigatevi, che siamo ancora in un periodo che le poste ci mettono pochi giorni, mentre se vi risolvete proprio sotto Natale chi può dirlo... ma va bene uguale, tanto i libri sono piccoli ed entrano anche nella calza della Befana. Ancora? Certamente per Natale organizzeremo almeno un Tavolo Untitl.Ed* dove, come per tradizione, potrete comprare i nostri libri di persona, e ricevere così anche il desiderabile annullo. Ricordiamo a tutti che Untitl.Ed non è più nelle librerie, eccezion fatta per la libreria Guglielmi che è quella sottostante la sede nostra. Certo potete chiedere a qualunque libreria di ordinarci un libro per voi, ma non garantiamo sui tempi, le librerie sono moscissime in queste operazioni, oltre che hanno tante cose più colorate da vendere, o ci scrivono ma senza mettere l'indirizzo e con la mail intasata così non glielo si può neanche chiedere, quindi tanto vale che ordiniate voi direttamente a noi e buonanotte. Ah, vale sempre: se non avete la carta di credito potete ordinare contrassegno, con 4 euro di spesa per qualsiasi quantità di libri - però se ordinate contrassegno sbrigatevi perché il pacchetto è una raccomandata dunque ci mette di più ad arrivare. Infine: a brevissimo ricominceranno le trasmissioni di radio Untitl.Ed, tenetevi pronti che abbiamo la cuffia nuova.
I Tavoli Untitl.Ed sono pranzi, cene o aperitivi in locali pubblici. Ogni partecipante paga per sé, ma ha in regalo un libro della collana a sua scelta. Al Tavolo i libri Untitl.Ed vengono raccontati, caldeggiati, letti a voce dagli editori e dagli autori. Chi vorrà acquistare altri libri, oltre a quello omaggio, potrà farlo direttamente al Tavolo. Le copie acquistate o ricevute in queste occasioni saranno timbrate con uno speciale Annullo numerato, con indicazione di data e luogo.
Laddove violaschiavo legge le sue poesie "lascio aperto così entrano" dietro alla porta del bagno (nell'antibagno, dove c'è un'altra porta dove c'è un cartello: non entrare!), allora montanaro le legge (le poesie di violaschiavo) dietro al divano, laddove improvvisamente diventano altitruonanti, allora violaschiavo legge una prosa di montanaro (francavilla, di notte) come se fosse un poema, e lei una maestra, e montanaro si sorprende.
Questo è un video caricato su Fb da SedimentAzione, l'associazione che ci ha ospitati a Putignano venerdì 28 per il primo venerdì di Parole da Bere (aperitivi con autori ed editori pugliesi), e che ringraziamo per tutto. Ma alla fine i video non riescono mai a documentare niente, in video le parole di viola in effetti non altitruonano, quelle di marco non incedono al ritmo di un poema, tutto sta nella nostra testa, nella testa di chi segue e sta attento, soprattutto nella testa di chi ascolta guardando... ed è vero che per Untitl.Ed l'autore deve fare un passo indietro, ed è vero che i libri di marco e viola sono più belli di loro, che già son belli, ma ancora oggi, a chi vuoi che importi? Una piccola, sciocca messinscena di nascondimento, in attesa che le parole emergano sole e vive, ma la telecamera insegue e sfrutta, penetra e riporta, noi riportiamo pure (perché se no che cosa li teniamo a fare, i siti o i gruppi facebook?)... e insomma. E' difficile, non abbiamo mai ragione del tutto su queste cose, e poi pure a noi piace incontrare amici nuovi, parlare e essere ascoltati, ascoltare e stupirci. E' difficile restare per così tanto tempo su questo tagliente crinale, dovremmo deciderci a scendere, di qua o di là. Ma da quassù si vede il mare... e la montagna... le strade possibili... e quelle vuote senza nessuno, le più affascinanti... Poi al ritorno c'era nebbia, molti banchi di nebbia. E procedendo lentamente nella nebbia ci siamo detti: basta scherzare, forse sarebbe il caso di tornare a Putignano qualche altro venerdì di questi, e venire a sentire qualche altro editore che parla insieme a qualche altro autore, cosa dicono, che fanno, che noi qua, isolati... e isolati e avvolti nella nebbia eravamo davvero, ben svegli fortunatamente nonostante le birre, ma isolati lo eravamo davvero - a meno di un paio di camion, dal fronte minacciosamente illuminato, che ci son venuti di fronte senza rallentare. Ieri poi, e stamattina, tante foto su facebook, persone da riconoscere e ringraziare e con cui scherzare, perché alla fine nebbia o no, pure noi siamo socievoli, pure noi siamo sociali, o anche social. A proposito, saluti a Stefano, tour operator, che fa i giri turistici di Puglia con gli asinelli e che è venuto a parlare con noi. Grazie a graziana di Informatissimo Putignano, che ci ha fatto domande e aveva un gran sorriso. Grazie all'Uomo ProLoco anche, elegante come un vecchio attore francese, che senza presentarsi se n'è andato prima della presentazione, ma che ci ha parlato di Putignano in un modo strano e mappale, come se fosse appunto, un efficace e sintetico tuttocittà umano. E grazie ancora a domenico a marisa e a tutti quanti, e poi naturalmente a marco e a viola, e a massimiliano sempre per il sostegno morale, che in queste occasioni nelle nostre teste si alza sempre alla fine, fastidiosa ma naturale, un'ondata di perplessità, quasi un chi-me-lo-fa-fare o un quante-cazzate-untitled, nonostante voglio dire la festosità, e il tanto far teatro e far cultura, e il tanto volerci bene, che abbiamo sempre bisogno di un po' di perplessità, ma pure di un po' di sostegno morale.
Parole da bere, a cura di SedimentAzione: un appuntamento alla settimana presso la sede dell'associazione, in via Giuseppe Mazzini 12 a Putignano (Ba).
Fu proprio Pietro Spirito a presentare "ma-mma", nel 2008, a Trieste (la foto è di Orietta), oltre che a recensirlo sul Piccolo. E adesso è appena uscito "Pinocchio cuore di legno" (ed. Fernandel), una graphic novel firmata da entrambi. Qui il booktrailer (anche l'animazione è di Nadia). Cliccando sulle copertine qui sotto si accede alle schede-catalogo di entrambi i libri. Auguri a Nadia e a Pietro dunque!
No non è una canzone di Zarrillo: abbiamo appena saputo che Lascio aperto così entrano è finalista al Premio Carducci! Sappiamo anche che Viola dovrà essere a Pietrasanta alle 21 del 9 luglio prossimo, al Centro Culturale Luigi Russo, per leggere ad alta voce alcune poesie del libro e battersela con gli altri quattro finalisti. Che dire? se lasciano aperto, potreste affacciarvi...
Grazie alla giuria per aver prestato attenzione a un piccolo untitled. Siamo ancor più contenti perché da quest'anno il Premio Carducci è dedicato a poeti di meno di quarant'anni, e Viola è la più giovane degli autori Untitl.Ed. Brava Viola!
La luce era abbagliante e bianchissima, come i muri il pavimento e tutto. Strano ma non infrequente in certi curati paesi, dove le vie del centro sono appena rischiarate di arancione (l'arancione dei centri storici), mentre nelle pance dei palazzi pubblici troviamo queste sale dove non c'è verso, bisogna starsene illuminati a giorno per tutto il tempo. Di luce fredda e molto forte, tutti alla stessa maniera e senza scampo fino alla fine del fatto. Riflettendoci, credo che le questioni di illuminotecnica siano abbastanza decisive, in quello che alla fine si sceglie di dire o di fare, e spesso sortiscano effetti imprevisti - tipo che alla fine di tutto, scopri che la persona che hai eletto a Uditore Primo (quello di cui per tutta la serata hai seguito l'andamento dell'attenzione, gli occhi, e poi i cenni della testa o i nodi riflessivi) è un consigliere del pdl. In carica dico.
A margine: siccome anche lui si è comprato una copia de La Passione, potremmo fare un piccolo sondaggio fra i lettori di questo libro che fanno politica attiva, dividendoli accuratamente per aree di appartenenza, e vedere che cosa ne pensano, per esempio se dopo la lettura si sono sentiti più inutili / più utili / più amati / altro.
Leggi, se vuoi, un vecchio Appunto della Redazione dal titolo Una storia untitled: parla della libreria Guglielmi, riferimento primo per la nostra casa editrice. Mimmo è morto ieri purtroppo. Untitl.Ed lo ricorda con affetto.
Riceviamo e copiamo:Carlo di Legge legge Lascio aperto così entrano. Grazie!
Il titolo è ironico. Difatti, se il linguaggio di un libro pubblicato - reso pubblico - costituisce un'apertura affinché gli altri possano entrare in questa poesia, qui il tipo di linguaggio usato non risulta affatto facilitare l'ingresso, ma in qualche modo ai più lo può ostacolare o scoraggiare: dunque l'entrare nella poesia di Viola Schiavo non vuol dire sedersi o passeggiare comodamente tra le stanze, sorbendo versi scontati e luoghi comuni della poesia e magari della non-poesia, ma ci s'imbatte in una ricerca di poesia che è una ricerca sul linguaggio e nel linguaggio: si viene accolti, ma a patto di cogliere un percorso, al fine di entrare veramente. Dal punto di vista del significato la poesia mette qui in crisi il luogo comune, per cui il rapporto tra linguaggio e fatti (cosa) è ovvio. Qui la poesia non cerca - quasi mai - un rapporto facile con le cose e i fatti del mondo, ma cerca rapporti nuovi con i significati, e lo fa mettendo alla prova il linguaggio. La poesia fa uso delle parole che ricercano sensi nuovi e nient'altro usuali o scontati - lo fa, perché questi sensi termine che qui uso come significati, dovrebbero o potrebbero rivelare lembi o squarci di realtà, che ognuno sente in qualche modo di conoscere, ma che prima - prima che la poesia rivelasse - non sapeva, non in modo consapevole, esplicito. L'uso estremo del linguaggio, che questa poesia opera - gli inconsueti accostamenti, anche i giochi di parole cercati - potrebbero manifestare nuovi mondi, e del resto questo è uno dei pochi, forse l'unico genuino risultato della vera poesia, in qualunque maniera venga fatta. In un verso, a volte, una specie di folgorazione, che illumina di un senso nuovo e inaudito le cose e istituisce come una nuova parte di realtà. Un'operazione sul linguaggio, questa, che viene talora condotta con un certo rigore. Né mancano le meta-poesie, che parlano della poesia stessa e del suo linguaggio, come riflessione su ciò che si sta facendo o sul linguaggio. Forse qualche volta si abusa e in questo caso la ricerca del non-senso resta confinata al non-senso e al gusto della provocazione? Forse occorre esercitare, ancora un maggior controllo sulla parola poetica. Ma questa è un'operazione che la stessa passione, che spinge a scrivere, può e deve indurre.
C’è una sola linea sul foglio. La penna si posa sulla carta e non si stacca fino a quando da quella linea sono uscite immagini e parole.
Ricordo il Carosello con Lagostina. Anche lì c’era la linea, ma era diversa. era una linea orizzontale animata. Questa è libera, si prende lo spazio che vuole, esce dai confini. volteggia, si arriccia, si stende, gioca con la tridimensionalità. È essenziale ma nello stesso tempo non le sfuggono i dettagli necessari. Contiene e rilascia. e quando allenta la presa il filo non si spezza.
Mi serve questa linea oggi per parlare della mamma. Così come è servita a Nadia Zorzin per farlo, nel suo ma-mma.
La maternita' e' una dimensione pazzesca e bellissima, fisica e mentale.
Quando Fiammetta, che ora ha quasi 16 anni ed e' piu' alta di me, mi dice "mamma rimettimi dentro" c'e' in queste parole tutta quella fisicità che inizia prima dell'inizio. E anche quella dimensione mentale che lega a vita una mamma ad un figlio.
Oggi voglio immaginare la linea continua che Nadia Zorzin usa per disegnare il mondo, come un cordone ombelicale stilizzato lungo infinito che lega e contiene in un unico gesto questa cosa naturale, ma nello stesso tempo rivoluzionaria della dimensione individuale, che è per una donna il diventare.. ma-mma.
Tra poco gioco anche un po' con le sue parole. La prima volta che le ho viste mi hanno colpita…le ho trovate geniali. unite da un underscore ..per non perdere il senso di continuità. in una frase piccola, didascalica, un mondo detto d’un fiato. e raccontato con parole nude, senza artifici o la necessità di schermirsi.
Guardando i disegni la nudità è evidente, ma ce ne è anche una più sottile che è quella dei pensieri. il racconto di un essere madre che non è solo sdolcinatezze e carinerie, cuore di mamma e tesorino. È anche fastidio a volte. simbiosi bellissima e claustrofobica... [continua su fb]
Giovedì 12 maggio alle 20.45 precise si terrà una lettura pubblica, per umani e animali, di un brano di Leonbattista Alberti tratto dal Theogenius, che fa da prefazione al libro "Animanti" (Untitl.Ed 2009). La lettura si terrà nel negozio Pet Shop di Gianfranco Nevola, in via Manzoni 43 ad Andria, appena dopo la chiusura, a serrande semiabbassate e uccelli e pesci ancora svegli. La lettura del testo non durerà più di dieci minuti, ma siate puntuali. Potete portare il vostro animale, se ha familiarità col luogo.
Rovistando fra le carte del Minitour abbiamo ritrovato questa spontanea dedicazione in A4. Ci è stata consegnata da parte di un uomo (purtroppo non ricordiamo il nome, nonostante ci sia stato ripetuto più volte), che non aveva potuto trattenersi di più, ma che insomma ci salutava con tanto affetto. "E ricordatevi: per qualsiasi cosa, se avete bisogno di noi, noi siamo qui!", ci ha detto festosa la donna. "Chi noi scusa?", abbiamo chiesto. "Come noi chi? noi del Pratello!", ha risposto la donna con un largo sorriso.
Abbiamo dunque amici al Pratello, aha! Stiamo parlando di Bologna ovviamente, della serata al bar De Marchi di piazza San Francesco. E grazie della dedica fratello, chiunque tu sia (ma devi essere un pezzo grosso del Pratello, per forza).
Ecco questa è la famosa Palla di cui parliamo nell'ottava puntata di Radio Untitl.Ed (Ritorno dal Minitour: la Palla). Sono fotogrammi tratti dal film di Ugo Nespolo Buongiorno Michelangelo (1969), che documenta l'intera azione "Passeggiata con la sfera" (Torino 1968). Visto al Maxxi di Roma, alla mostra di Pistoletto: un momento di riflessione e relativa quiete giusto a metà Minitour, fra la tappa di Roma (Alfonso Cous Cous di via Brescia) e quella di Pisa (Orzo Bruno, via delle Case Dipinte).
I Tavoli Untitl.Ed sono pranzi, cene o aperitivi in locali pubblici. Ogni partecipante paga per sé, ma ha in regalo un libro della collana a sua scelta. Al Tavolo i libri Untitl.Ed vengono raccontati, caldeggiati, letti a voce dagli editori e dagli autori. Chi vorrà acquistare altri libri, oltre a quello omaggio, potrà farlo direttamente al Tavolo. Le copie acquistate o ricevute in queste occasioni saranno timbrate con uno speciale Annullo numerato, con indicazione di data e luogo.
fb 01/04 BOLOGNA - Bar De Marchi, p.za S. Francesco 4/2
Posti limitati: chi vuole prenotarsi ci scriva subito QUI*, specificando il libro che vorrebbe trovare in omaggio. Il libro potete sceglierlo dal catalogo: uno qualsiasi dal numero 1 al numero 11 (esclusi i nuovi cioè). Se c'è ancora posto per il tavolo che vi interessa, riceverete una conferma.
[Adesso scappiamo, c'è la presentazione a Barletta. Un giorno ne faremo una anche a Francavilla, e sarebbe bello che quel giorno ci fosse Federico in città]